CRMI

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i maestri di stile che hanno portato Milano ai vertici della Moda mondiale. Da sx: Laura Biagiotti, Mario Valentino, Gianni Versace, Krizia, Paola Fendi, Valentino Garavani, Gianfranco Ferrè, Mila Schön, Giorgio Armani, Ottavio Missoni, Franco Moschino, Luciano Soprani.

La Camera Regionale Moda Italiana promuove la moda nelle proprie regioni, tenendo conto della presente generazione perchè: “Noi Viviamo Adesso”.

Che senso può avere, in un panorama italiano che vede la presenza di molte associazioni per la moda – da quella nazionale a quelle singole di categoria -, dare vita ad un nuova associazione?

Per questo mi sento di chiedervi scusa per il disturbo, per avere cioé contribuito, con questa iniziativa, ad entrare in un mercato già fin troppo affollato. Tuttavia, mi sento in dovere anche di spiegarvi perché, insieme con i miei collaboratori, ho ritenuto che valesse la pena di dare vita a questo progetto.

Nel suo piccolo, questa associazione è assai diversa da tutte le altre, infatti, può essere definita la prima completamente dedicata ad aziende e Brand sparse su tutto il territorio nazionale italiano, senza diversi- ficarle per fatturato e, grazie alla Camera Regionale della Moda Italiana presente in cinque regione del territorio Italiano e con l’apertura, del progetto “IN”, di nuovi punti vendita e showroom, disponibili ad affiliati, sia in Cina sia, a Milano, dando cosi una visibilità anche Internazionale. E questa, oltre ad essere la sua peculiarità, ne costituirà insieme il filo conduttore e l’asse portante.

Un po’ il suo marchio di fabbrica, insomma.

Sicuramente, una nuova avventura come questa non può fare a meno di una buona dose di temerarietà, forse anche di presunzione da parte di chi vi ha dato corso: di questi tempi, mettere in piedi una nuova iniziativa, soprattutto in campo della moda, necessita di un certo coraggio.

Ma se forse non ci manca una vena di follia, è altrettanto certo che, prima di varare la nave della
«Camera Regionale della Moda Italiana», il gruppo fondatore, ha valutato molto concretamente i pro e i contro, i reali margini di riuscita e le difficoltà connesse con la nascita di questa associazione. E, alla fine, siamo arrivati ad una conclusione molto elementare, quasi semplicistica, anche se nel contempo un po’ ambiziosa: il «CRMI» trova la propria ragione d’essere nel fatto che risponde ad una precisa esigenza, ad un esplicito bisogno. Quello di far sì che esista una associazione che dia spazio a giovani e nuovi brand, che di spazio non ne hanno oppure, dovrebbero investire molti soldi per essere visibili. Proprio per rispondere a questa che è una necessità avvertita da molti, abbia-mo dunque dato vita ad a questo progetto, seguendo una specifica frase del Maestro della Moda “ Giorgio Armani” :<>. Ideando così una formula nuova, fresca e inedita. Come nuove, fresche e inedite e faremo in
modo che sia davvero così – dovranno essere le storie e i racconti dei giovani stilisti e imprenditori, che ci seguiranno in questo cammino. Questo è un ulteriore elemento che distingue questa associazione da altre, le quali, pure in modi e in tempi diversi, hanno percorso un analogo cammino. Tuttavia, di una cosa posso garantire, le decisioni che saranno prese dal gruppo diregenziale, appositamente creato, a fare da bussola sarà soltanto la professionalità e la corretta aplicazione dell’esperienza di anni nell’ambito di questo settore, e nessun altro criterio o considera- zione. Il che, se permettete, nel mondo della moda di oggi non è poco.

Forse, è proprio questo spirito che caratterizza l’avventura della «Camera Regionale della Moda Italiana» . L’impresa che aspetta tutti noi non è sicuramente delle più facili. Siamo piccoli ma già importanti, anche e soprattutto con l’aiuto di chi ci seguirà, speriamo di poter crescere.

Presidente Onorario

Adriano Benetton

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